sabato 27 agosto 2022

Forte Pozzacchio,sul confine del Trentino con il Regno d’Italia

 

Forte Pozzacchio è l’ultima delle fortezze austro-ungariche realizzate tra Ottocento e inizio Novecento sul confine del Trentino con il Regno d’Italia. Interamente scavata nella roccia, rappresentava la più moderna macchina da guerra della monarchia danubiana. I lavori di costruzione del forte iniziarono nel 1913 e proseguirono fino alla scoppio della guerra con l’Italia, ma l’opera non fu mai completata.

Abbandonato dall’esercito austro-ungarico, il 3 giugno 1915 venne occupato dai soldati italiani.

Con l’offensiva del maggio 1916 il forte ritornò in mano austriaca e vi rimase fino alla conclusione del conflitto.

Già fortemente danneggiato dai bombardamenti, nel dopoguerra venne completamente spogliato delle parti metalliche.

Il recente restauro, promosso dalla Provincia autonoma di Trento su progetto degli architetti Francesco Collotti e Giacomo Pirazzoli, ha reso nuovamente visitabile la struttura.








Maggiori informazioni al sito:



Vi ricordo che dopo la visita potete ritornare al blog cliccando la  freccia molto in alto a sinistra


domenica 21 agosto 2022

Alano di Piave provincia di Belluno Veneto

 

La chiesa di Alano danneggiata dai combattimenti del 1915-18


Medaglia d’argento al merito civile «Comune situato in posizione delicata in prossimità delle zone di confine, durante entrambi i conflitti mondiali subì l’urto violento degli eserciti che si contendevano la conquista del territorio. Diede esempio d’indomito coraggio ed amor patrio offrendo uomini all’esercito e alle formazioni partigiane. Patì enormi distruzioni e un gran numero di vittime fra civili inermi, mentre la popolazione tutta affrontò con fierissimo contegno i disagi e le sofferenze dei due dopo guerra.» — Alano di Piave, 1915-1918 1940-1945





Accampamento austro-ungarico in loc. Pont de la Stua durante la Grande Guerra


In questo sito trovate molte testimonianze fotografiche e video 




a Grande Guerra

domenica 7 agosto 2022

sabato 6 agosto 2022

Il Sacrario Militare di Pian di Salesei -Livinallongo del Col di Lana (Belluno).

 

Il Sacrario Militare di Pian di Salesei è un ossario militare della prima guerra mondiale situato nella frazione di Salesei, presso Livinallongo del Col di Lana (Belluno).



La pianta è a forma di croce, su cui è costruita la struttura contenente i loculi dei soldati deceduti. Sulla punta è situata una piccola chiesa. Sul viale d'ingresso sono presenti 14 cippi che recano il nome di altrettanti campi di battaglia nelle vicinanze.


L'interno della cappella


Il cimitero raccoglie le spoglie provenienti dalle battaglie sul Col di Lana e dalla Marmolada.

Un libro che mi pare interessante Carteggio di guerra

 



Tempo fa ho visto un documentario storico: Raccontava con filmati e racconti il grande lavoro di protezione delle opere d'arte del nostro paese. Ora ho visto questo, ma non l'ho letto quindi non posso parlarne.

Spero di ritrovare quel documentario e proporlo

venerdì 5 agosto 2022

Video Escursione Col Campeggia, Cima Grappa,Col Moschin

 

Ricovero degli Alpini del Maggiore Carlo Buffa di Perrera sul Monte Cristallo 2760mt

 


Foto ritrae l'impressionante Ricovero degli Alpini del Maggiore Carlo Buffa di Perrero sul monte Cristallo, situato a 2760 metri.


N.B. ho chiesto all'autore di poter condividere alcuni suoi post, alla fine trovate tutte le indicazioni e lo ringrazio

Prima Guerra Mondiale. Uomini, Soldati, Eroi. Carlo Buffa di PerreroÈ lì tra i ricordi più nitidi della mente, dove si concentra la forza visiva. Basta chiudere gli occhi e riappare con i suoi contorni irregolari. Una tavolozza di colori dall’oro al rosa s’alternano sulla lunga cresta che dalla Forcella Staunies, cala rapidamente tra mughi e lariceti della Val Padeon. Il Gruppo dolomitico del Cristallo abbraccia Cortina e pare immacolato. Sono invece numerosissimi gli alpinisti che lo percorrono in sicurezza (anche se spaventosamente ripido), grazie alle vie ferrate, agli aerei percorsi su esigue cenge che tagliano le crode, oltre la quota degli alberi.

Lì, ancora oggi, si cammina tra resti di baracche e ricoveri in caverna della prima guerra mondiale.

Nei primi mesi del 1915, il maggiore Carlo Buffa di Perrero, di nobile stirpe, comandava il battaglione Cadore. Due volte ferito, sempre accanto ai suoi alpini, venne decorato con una medaglia d’argento. Le belle immagini d’epoca e la sua grafia rigorosa, dai tagli ascendenti, rimandano a un uomo che altro non poteva essere nella vita se non un signor comandante. Alto, magro, le spalle quadre e aperte, lo sguardo consapevole che punta lontano. I baffi umbertini nascondono un sorriso appena accennato.

La discendenza dall’antica nobiltà sabauda si rivela nel portamento fiero proprio di colui che affronta il destino a viso aperto, senza chiedere sconti. Era nato a Torino il 20 dicembre 1867 e rimasto orfano da bambino del padre Vincenzo, venne avviato alla carriera militare. «Mio nonno Carlo morì il 4 novembre 1916 sul Carso, colpito da una granata ».

Dall’altro capo del telefono c’è Carlo che del nonno, oltre al nome, ha ereditato il titolo di alpino… duramente guadagnato sul campo, prima alla Scuola Militare di Aosta, fabbrica di grandi uomini, nel 62º corso Auc e poi come tenente al battaglione Susa. Una famiglia piemontese che da sempre guarda alle montagne perché formative nel corpo e nello spirito. «Il mio bisnonno Vincenzo fu tra i fondatori, insieme a Quintino Sella, del Club Alpino Italiano.

Lui ed altri alpinisti in cordata nel 1877, portarono sulla vetta del Monviso una Madonnina alta un metro scolpita in un ciocco di larice. Poi, a sessant’anni di distanza, poco prima della seconda guerra mondiale, mio padre Ermanno allora direttore generale del Cai, durante un’escursione prese con sé la Madonnina, danneggiata dalle intemperie, e la portò nel locale invernale del rifugio Quintino Sella in attesa di trasferirla al Museo Nazionale della Montagna di Torino dove sarebbe rimasta come un pezzo della storia del Re di Pietra. Ma al Museo non arrivò mai. Alcuni militari di passaggio la scambiarono forse per legna da ardere e la bruciarono».

I ricordi del bisnonno Vincenzo, del nonno Carlo eroe alpino medaglia d’oro sul Carso, del padre Ermanno esonerato dalla naja perché orfano di guerra sono Carlo Buffa di Perrero, tenente del btg. Susa, durante l’orazione nel cimitero di Cavour, accanto alla tomba di famiglia, in occasione della cerimonia per il centenario dalla morte del nonno Carlo Buffa di Perrero: Encomio solenne in Libia, MAVM sul Cristallo e MOVM sul Carso, caduto a Castagnevizza il 5 novembre 1916. tanti, alcuni vissuti in prima persona, altri preziosa eredità familiare.

Carlo ne parla volentieri ed emerge chiaro come la nobiltà dei Buffa più che ai salotti buoni e alle feste di palazzo rimandi alle montagne, alla neve, ai deserti rocciosi. Non c’è testimonianza più duratura della montagna. Essa non cancella, ma conserva e rimette quanto accaduto nei boschi e sulle cime nelle mani di chi le si avvicina con consapevolezza e conoscenza.

Archiviata la naja perché considerata roba d’altri tempi, non ci restano che le terre alte e la grande famiglia alpina.

La montagna del comandante Buffa di Perrero e dei suoi uomini, con quel grande canalone e la Croda Rossa davanti. E la sua baracca, incastonata come una pietra preziosa nella roccia rosea. Finalmente in pace.

PER NON DIMENTICARE 

Foto ritrae l'impressionante Ricovero degli Alpini del Maggiore Carlo Buffa di Perrero sul monte Cristallo, situato a 2760 metri.

Testo scritto da Mariolina Cattaneo tratto dal sito Associazione Nazionale Alpini, Ana.it

Guardate su YouTube i video delle ferrate che attualmente portano in cima al Monte Cristallo, sui resti della Grande Guerra.

Io, solo a vederli, mi sono spaventato ed impressionato. Avevo le vertigini davanti allo schermo. Pensate cosa fu combattere oltre 100 anni fa in quei luoghi. Incredibile! Al limite delle possibilità umane, forse oltre...

(Foto non presente all'interno del libro) 

IL SOLDATO DIMENTICATO. La storia di Giovanni Battista Faraldi (Leucotea Edizioni Sanremo). In tutte le Librerie e Webstore.

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In aggiunta mia: Oggi ho trovato la notizia seguente sul Corriere delle Alpi



Rifaranno il tetto distrutto dalla neve un anno fa al “Carlo Buffa di Perrero” sul Cristallo

Da lunedì al lavoro uomini del 6º Reggimento Alpini e maestranze specializzate di Cortina.  

Memoriale dellaGrande Guerra Montebelluna (treviso) veneto

  Villa Correr Pisani di Montebelluna Localizzato nel complesso monumentale di Villa Correr Pisani di Montebelluna, il Memoriale Veneto dell...